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Dov'è lui, saremo anche noi

 

Scritto da Super User on 27 Maggio 2017.

 

28 Maggio - Ascensione del Signore

“Ci ha preceduti nella dimora eterna, per darci la serena fiducia che dove è lui,
saremo anche noi, sue membra” (dal Prefazione).

L’ascensione di Gesù al cielo segna il termine della sua vicenda umana, del suo cammino sulla terra. Dopo la sua morte e resurrezione egli ha continuato a visitare la sua comunità, si è fatto presente, ha mangiato con loro, si è mostrato vivo, “in carne ed ossa”. Ora è il momento di ritornare presso il Padre, nel luogo in cui era prima dell’incarnazione: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1, 1). Ciò però non significa separazione definitiva, anzi diventa il momento nel quale il Signore Gesù trova il modo per rimanere sempre con noi.

Tuttavia l’ascensione è anche l’inizio di un nuovo cammino, quello della Chiesa, dei discepoli di ogni tempo e di ogni latitudine, esatta continuazione dell’opera iniziata da Gesù stesso. Ed è significativo per ogni battezzato quel verbo pronunciato da Gesù che ritroviamo nel Vangelo di questa domenica: “Andate” (Mt 28, 19). In quel verbo è delineata la missione della Chiesa, come spesso ci ricorda Papa Francesco, una Chiesa dinamica, in uscita missionaria, pronta a soccorrere chiunque si trovi nella necessità di ritrovare senso ed orientamento.

Ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19). Questa consegna viene fatta dal risorto al gruppo degli apostoli i quali, nonostante l’incontro reale con Cristo risorto, continuano a dubitare. Quanto è difficile, per loro e per noi, andare oltre a ciò che appare, a ciò che ci sta davanti! Quanto è difficile credere alla promessa del risorto! Per questo il Signore Gesù ordina ai suoi di “non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre” l’invio cioè dello Spirito Santo. Solo allora saranno pronti per andare, annunciare, testimoniare. Senza lo Spirito non avrebbero potuto superare il dubbio dilaniante di trovarsi a correre invano.

Non interessa conoscere tempi e momenti riservati al Padre, compito primario della Chiesa è guardare sì al cielo, ma senza dimenticare la terra. Il luogo naturale della sua missione resta tutto ciò che riguarda l’uomo nella sua condizione creaturale, impegnandosi a scrutare con arguzia i segni dei tempi per rispondere sempre più e sempre meglio a “chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3, 15).

Possediamo la speranza che “questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (Atti 1, 11). Per questo il discepolo conserva nel cuore la speranza della presenza e del ritorno del Signore e così inserirsi nel mondo, annunciando che il Signore Gesù può costituire la risposta ai dubbi ed alle incertezze che spesso ci chiudono il cuore.

Andare e restare sono i verbi dell’impegno cristiano; restare e pregare attendendo il dono dello Spirito e andare per annunciare il Vangelo di salvezza.

Buona e santa domenica!

 

            

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